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OUTLET LOMBARDIA

  • Franciacorta Outlet Village. Questo outlet si trova in provincia di Brescia, a Rodengo Saiano. Prende il nome dalla splendida regione dove sorge, la Franciacorta, famosa nel mondo per la produzione di spumante. Il centro, composto da oltre 160 negozi, è pensato come una piccola città con vie e piazze dove fare tranquillamente shopping e riposarsi tra un acquisto e l’altro in ristoranti e bar. Il Franciacorta outlet village non propone solo marchi d’abbigliamento ma anche articoli di arredamento e oggettistica. Il risparmio parte dal 30% rispetto al prezzo originale e può arrivare fino al 70%. È aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20 compresi i festivi ad eccezione del: primo Gennaio e del 25 e 26 Dicembre.
  • Mantova Outlet. Il Fashion district Mantova outlet village si trova a Bagnolo San Vito in provincia di Mantova. Propone oltre 100 punti vendita di abbigliamento e non solo dove trovare grandi firme a prezzi scontati. Il complesso, che è grande oltre 30 mila metri quadrati, merita di essere visitato con calma almeno per una mezza giornata. Nello stile dei negozi il Mantova outlet vuole richiamare il tipico borgo lombardo del cinquecento. Dopo aver fatto shopping si può anche “scendere in pista”, a pochi metri dal complesso infatti c’è il “Kartodromo Indoor” più grande d’Europa. Questo outlet è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20 compresi i festivi ad eccezione del: primo Gennaio e del 25 Dicembre.

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OUTLET LAZIO

  • Valmontone Outlet Village. A pochi chilometri a Sud di Roma nell’omonimo paese sorge il l’Outlet di Valmontone. Tra le mete più importanti dello shopping nel Lazio, offre oltre 170 punti vendita dove si possono acquistare capi di abbigliamento o complementi di arredo arrivando a risparmiare fino al 70 %. È la meta ideale per le famiglie con i bambini piccoli, perché a pochi metri dell’outlet di Valmontone sorge il parco a tema Rainbow Magicland. Il complesso è aperto dal 
lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 e il week end dalle 10 alle 21.
  • Castel Romano Designer Outlet. Nel cuore dell’Agro pontino precisamente a metà strada tra Pomezia e Castel Porziano c’è da qualche anno l’Outlet village Castel Romano. Parte del circuito britannico degli outlet McArthurGlen, ospita più di 100 negozi dove è possibile fare shopping di qualità, risparmiando. Il complesso è ispirato allo stile della Roma antica e tra un acquisto e l’altro è possibile rilassarsi nei numerosi bar e ristoranti presenti al suo interno. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 21, mentre il fine settimana dalle 10 alle 22.

 

OUTLET TOSCANA

  • Barberino Designer outlet. Questo outlet si trova nel comune di Barberino di Mugelloa pochi chilometri da Firenze. Ospita più di 100 negozi delle migliori firme di abbigliamento e non solo. Al suo interno, infatti, si possono trovare punti vendita in cui acquistare complementi di arredo e oggettistica. Grande quanto un piccolo paese permette di fare shopping con prezzi scontati dal 30% al 70%Barberino Designer outlet è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21.
  • Valdichiana Outlet village. Questo outlet è un complesso di negozi a Foiano della Chianain provincia di Arezzo. Al suo interno ci sono oltre 130 punti vendita di marchi prestigiosi e grandi firme della moda, che vendono i propri articoli tutto l’anno scontati dal 30% al 70%. Il complesso oltre ai negozi offre anche un parco giochi dove far rilassare i bambini annoiati dallo shopping, una libreria, un centro estetico e molti ristoranti e bar. Il Valdichiana Outlet village è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, mentre il fine settimana dalle 10 alle 21.

 

OUTLET UMBRIA

  • Cashmire Valley. Nella zona che circonda Perugia tra Magione, Tolomeo e Torgiano, sono tantissimi gli outlet e i laboratori che vendono e producono tessuti pregiati che, durante il periodo dei saldi, è possibile acquistare a ottimi prezzi.

 

OUTLET EMILIA ROMAGNA

  • Castel Guelfo, The Style Outlet. Alle porte di Bologna c’è un grande outlet dove sbizzarrirsi nello shopping risparmiando. Ci sono oltre 100 negozi, non solo di abbigliamento ma anche di accessori, cosmetica e articoli sportivi. Anche a Castel Guelfo, The Style Outlet il risparmio si attesta tra il 30 e il 70%. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, mentre il fine settimana dalle 10 alle 20.30.
  • Fidenza Village. Questo outlet si trova alle porte di Parma. A una sola ora di macchina da da Milano e Bologna è tra i più frequentati d’Italia. Grande quanto un piccolo paese ospita più di 100 boutique e negozi in cui trovare capi di abbigliamento, articoli per la casa e accessori che possono arrivare a oltre il 60% in meno rispetto ai prezzi di listino. Durante la stagione estiva, il Fidenza Village  è aperto tutti giorni dalle 10 alle 20 tranne il giovedì e venerdì quando la chiusura è posticipata alle 23.

 

OUTLET ABRUZZO

Città Sant’Angelo Outlet Village. Questo è lo shopping centre più importante dell’AbruzzoAlle porte di Pescara, offre la possibilità di sbizzarrirsi tutto l’anno tra grandi firme dell’abbigliamento, accessori per la casa e tanto altro con fino al 70% di sconto.
 Nella stagione estiva, il Città Sant’Angelo Outlet Village è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21 tranne il giovedì quando la chiusura è posticipata alle 23.55.
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OUTLET CAMPANIA

  • Cilento Outlet Village. Il motto di questo outlet è “scopri lo shopping democratico” e in effetti in questo complesso di negozi si possono comprare capi d’abbigliamento, complementi d’arredo a prezzi scontati rispetto a quelli di listino. Situato alle porte di Eboli, in provincia di Salerno il Cilento Outlet village ospita anche numerosi punti ristoro e piccoli parchi giochi per i bambini. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 21, mentre il fine settimana dalle 10 alle 22.
  • La Reggia Designer Outlet. Questo outlet chiamato così per rendere omaggio alla famosa Reggia di Caserta, si trova a Marcianise, in provincia di Napoli. Fa parte del gruppo McArthurGlen e ospita oltre 100 punti vendita dove fare shopping con sconti dal 30% al 70% sui prezzi di listino. La Reggia Designer Outlet è aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 22.

 

OUTLET PIEMONTE

  • Vicolungo the Style Outlet. Alle porte Novara c’è una cittadella dello shopping dove acquistare capi di abbigliamento, complementi di arredo, accessori, profumi e tanto altro riuscendo a risparmiare fino al 70% rispetto ai prezzi di listino. Nel Vicolungo the style outlet è possibile scegliere tra oltre 150 negozi. Il centro è aperto sette giorni su sette dalle 10 alle 20 inclusi i festivi, tranne il primo gennaio, il giorno di Pasqua e il 25 dicembre.
  • Serravalle Designer Outlet. Tra i più noti del Nord Italia, il Serravalle Designer outlet si trova in provincia di Alessandria. Fa parte del circuito, McArthurGlen, una multinazionale che ha aperto queste cittadelle dello shopping in tutto il mondo. Ospita oltre 180 negozi che spaziano dall’abbigliamento alle scarpe, dagli accessori ai complementi di arredo. Anche in questo outlet gli sconti oscillano tra il 30% e il 70%Serravalle è aperto tutti i giorni e tutte dalle 10 alle 20 e in estate la chiusura è posticipata alle 21.
  • In Biella Factory Stores. In centro a Biella, trovate “Piacenza 1733″, il primo negozio dell’Outlet diffuso, un progetto ambizioso che vedrà l’apertura, entro la prossima primavera, di una trentina di punti vendita. Altri 40 negozi sorgeranno invece entro il 2018. Un’iniziativa importante che punta al rilancio del centro cittadino e alla valorizzazione del patrimonio storico-industriale del distretto.
  • Torino Outlet Village. A Settimo, il 24 marzo, è stato inaugurato un nuovo outlet. Ventimila metri quadrati di estensione con l’obiettivo di attrarre 6 milioni di visitatori l’anno, con la prospettiva di diventare ancora più grande: il nuovo centro per ora infatti è stato aperto solo per due terzi. Nel progetto definitivo ci saranno altre 45 vetrine rispetto alle 90 già a disposizione dei visitatori. Raggiungerlo è semplice grazie a  navette da Torino, dalle località sciistiche, dalla Valle d’Aosta e da Briançon e i taxi offrono tariffe.

 

OUTLET FRIULI VENEZIA GIULIA

Palmanova Outlet Village. Questa cittadella dello shopping prende il nome dall’omonima città in provincia di Udine, dove sorge. In questo centro si possono fare acquisti all’aria aperta in oltre 90 negozi che vendono articoli di abbigliamento ma anche complementi di arredo e cosmetici.  In tutti i punti vendita i prezzi sono scontati dal 30% al 70% rispetto alla cifra indicata sul listino. L’outlet di Palmanova è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20.

 

OUTLET PUGLIA

Puglia Outlet Village. A Molfetta, in provincia di Bari sorge il Puglia Outlet VillageComposta da oltre 140 negozi, questa cittadella dello shopping offre una vasta scelta, tra gli altri, di articoli di abbigliamento, calzature, cosmesi e valigeria tutti a prezzi scontati. Un’altra buona ragione per visitare questo outlet è rappresentata dalla vicinanza del parco divertimenti Miragica, dove far divertire i bambini che si sono annoiati durante lo shopping. Puglia Outlet Village è aperto tutti giorni dalle 10 alle 21.

 

OUTLET VENETO

Noventa di Piave Designer Outlet. Noventa Piave è l’outlet più vicino a Venezia. Fa parte della catena internazionale McArthurGlen e ospita oltre 100 negozi tra punti vendita monomarca e multimarca dove fare shopping con riduzioni dal 35% al 70% sui prezzi di listino. Noventa di Piave Designer Outlet è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21.

 

OUTLET SICILIA

Sicilia Outlet Village. Questo outlet è stato il primo ad aprire in Sicilia ed è attualmente il più grande. Si trova in provincia di Ennanel comune di Agira, e con più di 100 negozi offre la possibilità di uno shopping di qualità a prezzi contenuti grazie agli sconti tra il 30% e il 70%. Il Sicilia Outlet Village è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 21.

 

OUTLET SARDEGNA

La corte del sole, Sardinia Outlet. A pochi chilometri da Cagliari, nel comune di SestuLa corte del sole, Sardinia Outlet è il posto ideale dove fare shopping risparmiando tra il 30% al 70%. Il complesso è composto da oltre 60 negozi  e si trova in un’area integrata dove sorge anche il cinema multiplex Cinecity. L’outlet è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21tranne il lunedì quando l’apertura è posticipata alle 14.

 

OUTLET MARCHE

Le Marche sono da sempre terra di eccellenza nella produzione delle scarpe e dei capi di abbigliamento. In questa regione non esiste ancora un outlet inteso come una grande cittadella dello shopping ma si possono trovare numerosi spacci di grandi aziende come ad esempio l’Armani Factory Store, a Matelica (Mc), o quello del gruppo Della Valle (Tod’s e Hogan) a Casette d’Ete Sant’Elpidio a Mare (Ap).

 

OUTLET VALLE D’AOSTA

Lo stesso discorso vale per la Valle D’Aosta, dove, per esempio, il Nike Factory Store di Aosta.

 

 

 

Queste foto le ho scattate in un mio viaggio alla scoperta della Sardegna, sono capitato in questo paese Orgosolo famoso per i murales dipinti sulle case e per il significato degli stessi murales

Orgosolo in provincia di Nuoro

 

 

 

Orgosolo

Orgosolo

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Orgosolo (Orgòsolo in sardo) è un comune italiano di 4.278 abitanti, che si trova a 620 metri sul livello del mare inprovincia di Nuoro, nella regione della Barbagia di Ollolai
Il territorio comunale è prevalentemente collinare e montuoso, e l’unica area pianeggiante è la vallata di “Locoe”, lungo il corso del fiume Cedrino. L’altitudine varia dai 350-400 m. di quest’ultima fino ai 1400 m. delle prime propaggini della catena del Gennargentu, Monte Novo San Giovanni e Monte Fumai (1316 m.), Punta Sa Pruna (1416 m.) e il Monte Armario (1433 m.), la cima più alta del comune. Il paese e i suoi dintorni sono caratterizzati da spettacolari paesaggi naturali, da tradizioni e costumi di gran fascino. Il territorio comunale è molto vasto e ha una estensione di 223.66 km², comprendente una piccola frazione, in località Galanoli, a sei km dal centro principale.

In epoca preistorica, soprattutto nel periodo Neolitico, è comprovata la presenza umana in varie zone dell’attuale territorio comunale. Esistono infatti numerose costruzioni quali Dolmen e Menhir, presenti nelle zone denominate “Gorthene”, “Locoe”, “Oleìli”, “Galanoli”, “Sa Lhopasa”. Ma anche nel periodo nuragico le tracce della presenza umana sono molteplici, come testimoniato dalla presenza di numerosi nuraghi (molto conosciuto e visitato è il nuraghe “Mereu”, nel cuore del Supramonte), Domus de janas, circoli megalitici ecc. Dell’epoca romana non sono visibili tracce rilevanti, in un territorio che fu sempre caratterizzato da azioni di guerriglia delle popolazioni locali contro le legioni.

Benché Orgosolo sia un paese abitato da epoche remote, il suo nome inizia ad essere citato solo verso la metà del Trecento. Il toponimo risulta attestato per la prima volta in forma scritta nel 1341, nelle forme arcaiche Orgusula eOrgosuli. In particolare il nome del villaggio appare elencato nelle Rationes decimarum, fra i centri che versavano le decime alla curia romana.[2] In un documento catalano del 1358 (repartimientos) viene riportato un elenco pisano anteriore (del 1320) che indicava le ville sarde direttamente controllate dal comune toscano. Il documento catalano fa l’inventario per conto del catalano Giovanni Carroz dei beni entrati in suo possesso: havia en la curatoria de Gerrey I castell appallat Castell Argullot lo qual se tenia es guordava per lo senyor Rey[3]. Pertanto si evince che Orgosolo apparteneva originariamente al Giudicato di Cagliari (ed alla Diocesi di Suelli), e che vi era il “castello di Argullot”. Tale castello venne distrutto da Mariano IV d’Arborea nella sua lotta contro i catalani.

Questa tesi appare però priva di conferme e di riscontri. Infatti, secondo altri studiosi, fra cui Francesco Cesare Casula, la presenza di un castello medievale nei pressi dell’abitato di Orgosolo è fortemente dubbia poiché non esistono atti che ne facciano menzione e soprattutto perché non risultano tracce di tale costruzione nel territorio orgolese. Probabilmente l’errata interpretazione è dovuta a una nota aggiuntiva in cui Pasquale Tola, nel suo Codex Diplomaticus Sardiniae, ricorda che dopo la pace di Sanluri del 1355 venne assegnata ai Carroz la curatorìa di Pauli-Gerrei e il castello “Orgoglioso” o di “Orgosolo”. Il Tola stesso afferma però che tale fortezza si trovava nella curatoria Pauli-Gerreiappartenente al Regno di Sardegna, mentre la curatorìa a cui apparteneva Orgosolo era quella arborense Dore-Orotelli. A questo punto risulta evidente, secondo Casula, “l’equivoco sul castello di Orgoglioso confuso con quello inesistente di Orgosolo”.[4]

Nel 1388, i rappresentanti di Orgosolo compaiono fra i firmatari dei trattati di pace fra Eleonora d’Arborea e il re Giovanni I di Aragona, in quanto appartenenti a una villa che come si è visto, era sotto il controllo del Giudicato di Arborea, in una giurisdizione ultra iudicatum. Nel periodo giudicale Orgosolo fece parte del Giudicato di Torres (o del Logudoro), nella cosiddetta Curatorìa Dore-Orotelli prima e in quella di Othan-Sarule poi. Successivamente il villaggio fece parte delRegno di Arborea.

Nel 1420 Orgosolo passò al Regno di Sardegna per essere ceduto di volta in volta alle varie famiglie nobiliari sarde come gli Alagon, i Cubello, i Carroz e i Silva. Nel1724 Orgosolo ottenne dal marchesato di Orani la cessione perpetua dei terreni appartenuti al villaggio disabitato di Locòe, a pochi km a nord del paese. Gli importanti avvenimenti che investirono la Sardegna fra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento, come i moti antifeudali e lo stesso “Editto delle Chiudende”, non ebbero particolare rilevanza nella società orgolese, che continuava a basarsi su un’economia prevalentemente di sussistenza, legata alla pastorizia transumante, che sfruttava da sempre le terre pubbliche comunitarie.

Una delle figure più rappresentative di Orgosolo è quella della giovane martire Antonia Mesina, proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987. Antonia nacque a Orgosolo il 21 giugno 1919 e fin da giovanissima entrò a far parte della Gioventù Femminile dell’Azione Cattolica. La giovane orgolese subì il martirio, lottando fino alla morte per opporsi a un tentativo di violenza sessuale da parte di un compaesano, e morì lapidata il 17 maggio 1935. In questa data viene celebrata la festività liturgica che prevede varie iniziative civili e religiose. Le spoglie della ragazza sono custodite in una cripta presso la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore a Orgosolo, sito che è visitato da numerosi pellegrini.

l 27 maggio del 1969 sui muri del paese viene affisso dalle autorità un avviso in cui si invitano i pastori che operano nella zona di Pratobello di trasferire il bestiame altrove perché, per due mesi, quell’area sarà adibita a poligono di tiro e di addestramento dell’Esercito Italiano. Il 19 giugno 3.500 cittadini di Orgosolo iniziano l’occupazione dei campi nella località di Pratobello[6]. Dopo alcuni giorni di occupazione, nei quali non si verificò alcun episodio di violenza, l’esercito si ritirò.

Il suo nome potrebbe derivare, secondo gli studiosi, dal toponimo protosardo orgosa che significa “territorio umido, ricco d’acqua”.

Orgosolo conta un gran numero di chiese, sia all’interno del centro abitato che nelle sue immediate vicinanze. La maggior parte degli edifici sono stati realizzati a cavallo dei secoli XIV-XVI. In ambito urbano sono presenti otto chiese, quasi tutte aperte al culto:

  • Sant’Antoni ‘e Su Ohu (Sant’Antonio Abate), la più antica, risalente al XIV secolo circa [8]
  • Sant’Antoni ‘e Padu (Sant’Antonio da Padova)
  • Santa Gruhe (Santa Croce)
  • Santu Perdu (San Pietro), dedicata al patrono e già chiesa parrocchiale
  • Santu Nihola (San Nicola di Mira), del secolo XV
  • Nostra Sennora (L’Assunta), (sec. XV)
  • Sa Lhesia Nova (SS. Salvatore), realizzata nel sec. XX, chiesa parrocchiale dal 1971
  • Chiesa dello Spirito Santo, presso la frazione di Galanoli (sec. XX)

Nel nucleo urbano o nei suoi pressi risultavano presenti altre chiese ormai scomparse, dedicate a S. Elia, San Sebastiano, Sant’Elena e San Giovanni Battista

Le chiese campestri sono attualmente tre:

  • Santu Micheli (San Michele Arcangelo), sul monte Lisorgoni, che domina l’abitato (XV sec.)
  • Santu Nanìu (SS. Anania ed Egidio)
  • Santu Malhu (San Marco), a poca distanza dall’abitato, sulla periferia sud

Siti e località di interesse archeologico

Domus de janas

  • Domus de janas di Tettene
  • Domus de janas di Istovuzzi
  • Domus de janas di Pandelai

Nuraghe

  • Nuraghe Bidunì
  • Nuraghe Burdu
  • Nuraghe Carchinarzu
  • Nuraghe Chirisunie
  • Nuraghe de Lacana
  • Nuraghe Donori
  • Nuraghe Duvilinò
  • Nuraghe Filigai
  • Nuraghe Funtana Bona
  • Nuraghe Funtana Fritta
  • Nuraghe Ghirghinnari
  • Nuraghe Giuanne Puddu
  • Nuraghe Gorroppu
  • Nuraghe Ilole
  • Nuraghe Lartiò
  • Nuraghe Lollovè
  • Nuraghe Luilìe
  • Nuraghe Maninturtiò
  • Nuraghe Manurrìe
  • Nuraghe Mereu
  • Nuraghe Olai
  • Nuraghe Orde
  • Nuraghe Oroldi
  • Nuraghe Ortotidda
  • Nuraghe Orulu
  • Nuraghe Ospo
  • Nuraghe Pighisone
  • Nuraghe Ruju
  • Nuraghe Sa Senepida
  • Nuraghe Sirilò
  • Nuraghe Talasuniai

L’area orgolese del Supramonte ha una estensione di quasi 3500 ettari. Si tratta di un altopiano montuoso, profondamente interessato da fenomeni carsici che vedono la presenza di numerose grotte, doline (imponente è quella di “Su Suercone” o “Sielhone” in orgolese, con un diametro di circa 500 metri) e gole, fra le quali la spettacolare gola di Gorropu, una profonda depressione creata dal Rio Flumineddu con pareti verticali di 400 metri. A causa della mancanza di sorgenti o di portata rilevante, la presenza di acqua in questo territorio è assai scarsa, mentre le precipitazioni tendono a raccogliersi in piccole pozze rocciose naturali chiamate “Presethos”. Il paesaggio del Supramonte è caratterizzato dal colore bianco delle rocce calcaree che contraddistingue ampie distese pietrose che si alterna al verde del sottobosco e delle foreste di lecci. Si ritiene che nella zona denominata “Sas Baddes” sia ancora presente uno degli ultimi tratti di foresta primaria presenti inEuropa. Oltre al leccio alcune fra le specie arboree tipiche del Supramonte sono il ginepro (Juniperus) e il tasso (Taxus baccata). Molto ricca anche la flora erbacea con rare specie spontanee alcune delle quali possono essere considerate endemiche. La fauna è molto varia ed è composta principalmente da cinghiali, volpi e mufloni, anche se non mancano specie meno comuni come martore, ghiri e gatti selvatici. Nel Supramonte trovano inoltre l’habitat numerose specie di volatili, principalmente rapaci come l’aquila reale, l’aquila del Bonelli, la poiana, il falco pellegrino, il gheppio e l’astore. In passato le pareti rocciose della zona vedevano la nidificazione del grifone (Gyps fulvus) e del gipeto (Gypaetus barbatus), detto anche “avvoltoio degli agnelli”. Da un punto di vista archeologico sono presenti rilevanti tracce umane risalenti al periodo nuragico e pre-nuragico, in particolare nei complessi nuragici del citato nuraghe “Mereu” e del nuraghe “Presethu Torthu”, caratterizzati dal colore bianco della pietra calcarea con cui sono stati realizzati. Pur essendo un territorio da sempre scarsamente popolato alcune zone del Supramonte orgolese sono state, storicamente, adibite all’allevamento dei suini e al pascolo degli ovini e dei caprini. A causa delle distanze e della mancanza di strade vere e proprie i pastori erano costretti a lunghe permanenze fuori del paese, servendosi unicamente dei tipici ovili in pietra e legno (“Huviles”), alcuni dei quali ancora presenti. Attualmente le attività legate alla pastorizia si sono notevolmente ridotte sul territorio, che per contro risulta molto frequentato da escursionisti, appassionati di trekking, di archeologia e speleologia.

Ad Orgosolo si possono ammirare i tipici murales, i dipinti murari che abbelliscono e arricchiscono i muri delle case, illustrando sia le problematiche legate alla popolazione locale, sia i principali avvenimenti storici e sociali, italiani e internazionali.

Il primo murale a Orgosolo fu realizzato nel 1969 da un gruppo di anarchici milanesi, che si firmarono “Dioniso”. Nel 1975, in occasione del trentennale della Resistenza e della Liberazione l’insegnante toscano Francesco Del Casino ed i suoi alunni della scuola media di Orgosolo realizzarono altri murales, ed in seguito si aggiunse il contributo di altri artisti fra i quali il pittore orgolese Pasquale Buesca e il gruppo culturale locale “Le Api”. I murales in genere affrontano principalmente tematiche sociali, storiche e politiche. Al momento si contano più di 200 murales che ormai fanno parte integrante dell’immagine del paese, attirando migliaia di turisti italiani ed esteri.

Nonostante il patrono sia San Pietro, la festa più sentita in paese è “Nostra Sennora de Mesaustu”, la Madonna dell’Assunta, che si svolge a metà agosto. In tale occasione sfila una bellissima e solenne processione, con cavalli e costumi tradizionali per portare nelle vie del paese la statua della Madonna dormiente, molto pesante e per questo sorretta da 4 uomini a spalla. La festa continua poi con “Sa Vardia”, corsa equestre con i cavalli che vengono lanciati a coppie o a gruppi di tre e su cui i cavalieri si esibiscono in acrobazie spesso rischiose, soprattutto perché la corsa si svolge sull’asfalto cittadino. La festa religiosa prevede due distinte novene nella chiesa dell’Assunta, mentre i festeggiamenti civili si sviluppano nell’arco di circa dieci giorni, dal 13 al 23 agosto. Il 23, giorno di “S’ottada”, il paese partecipa nuovamente alla processione, stavolta notturna, in cui comunque non mancano i cavalli e i colori dei costumi. Altre ricorrenze religiose molto importanti per la comunità sono la festa diS. Antonio Abate (“Sant’Antoni ‘e su ohu”), il 17 gennaio, con l’accensione dei tradizionali fuochi in onore del santo, la festa di S. Marco (“Santu Malhu”) il 25 aprile, con l’antica l’offerta a tutti i fedeli del pane e della carne (“Sa Ita”), la festa di Sant’Isidoro (“Santu Sidore”), protettore dei contadini, tradizione recentemente ripresa dopo anni di oblio, con la suggestiva processione dei carri a buoi e la festività religiosa e civile dedicata ai SS. Anania ed Egidio (“Santu Nanìu”), la prima domenica di giugno.

Dal 2006 si svolge a Orgosolo il “Festival della Scienza”[12], che si propone di utilizzare la cultura popolare come chiave verso il sapere scientifico. Orgosolo partecipa inoltre al circuito delle sagre autunnali denominato “Autunno in Barbagia”, curato dall’A.S.P.E.N. (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese).[13] La tappa orgolese è chiamata “Gustos e Nushos” (aromi e sapori) e si tiene solitamente nel mese di ottobre.

Il costume tradizionale (“Su hustumene”) è custodito gelosamente da quasi tutte le famiglie orgolesi e viene indossato in occasione di alcune cerimonie e festività. Fino agli inizi del secolo XX ha rappresentato l’unico abito usato da tutta la popolazione. Si tratta di un costume piuttosto austero, soprattutto quello femminile, anche se ricchissimo dal punto di vista dei ricami e dei colori. Il costume maschile comprende “Sa Berritta”, il copricapo, “Su Zippone” (la giacca), “Sa Hamisa” (camicia), “Sa Vraha” (una specie di gonnellino in orbace) “Sos Carzones” (pantaloni in tela) e “Sas Harthas” (una sorta di soprascarpe). I principali elementi del costume da donna sono “Su Lionzu”, un fazzoletto o benda in seta gialla che funge da copricapo, il giubbetto (“Su Zippone”), una camicia bianca ricamata, “Su Sahittu” e “Sa Veste”, una serie di tre gonne (non sempre indossate assieme), e “S’Antalena”, uno splendido grembiule adornato di broccati e ricami di tipo floreale. Questi abiti vengono cuciti ancora oggi da ricamatrici locali e hanno un elevato costo di realizzazione.

A Orgosolo si tramanda da tempo immemore una tradizione antichissima, la bachicoltura, un’attività scomparsa quasi ovunque ma che nel paese barbaricino ancora resiste e si tramanda. Già nel 1837, Vittorio Angius descriveva questa attività, affermando che “È ignoto quando questa specie fu introdotta, e le donne orgolesi abbiano imparato a far quanto fanno per ridurre i bozzoli in fazzoletti e in veli o bende, come esse dicono.[14] Il baco da seta, chiamato in dialetto orgolese “Su Ermeddu”, viene allevato al fine di ricavare la seta usata per la realizzazione del citato copricapo femminile del costume (“Su Lionzu”). Da alcuni anni, nel corso della rassegna “Autunno in Barbagia” è aperto un laboratorio in cui vengono illustrate ai visitatori le varie fasi dell’allevamento dei bachi e le operazioni di tessitura e colorazione della seta.

[fonte wikipedia]

 

Quando compri una bottiglia d’acqua d’ora in poi ti consigliamo di fare attenzione per evitare di avvelenarti. È molto semplice. Quello che devi fare è controllare il fondo della bottiglia di plastica e assicurarti di non acquistare un contenitore (la bottiglia in plastica) di scarsa qualità cancerogeno per la tua salute.

Picture - Rick Wilson   Dept. News   2-3-04 Bottled water survey

Questo è quello che devi sapere dei piu comuni simboli usati per indicare i tipi di plastica:

#1 PET o PETE
– significa: bottiglia ad uso singolo
Queste bottiglie possono rilasciare metalli pesanti e sostanze chimiche che possono attaccare il bilanciamento ormonale

PET è una delle plastiche piú usate per prodotti commerciali e si può trovare in parecchie bottiglie d’acqua e alcuni prodotti confezionati. È intesa per singoli utilizzi; riutilizzi aumenta il rischio di proliferazione batterica.
La plastica PET è difficile da decontaminare e una buona pulizia richiede sostanze chimiche cancerogene. Polyethylene Terephthalates potrebbe rilasciare sostanze cancerogene.

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#2 HDP o HDPE

– Plastica che praticamente non rilascia sostanze chimiche. Gli esperti consigliano di scegliere queste bottiglie quando acquistate dell’acqua, perché con molta probabilità  è l’acqua piu sana che potete trovare sul mercato.

La plastica HDPE è una plastica dura usata per le bottiglie di latte, detergenti, e oli; giocattoli e alcuni sacchetti di plastica. La HDPE è la plastica piu riciclata ed è considerata una delle piu sicure forme di plastica. È relativamente semplice ed economico il processo per riciclare la HDPE per il riutilizzo.

#3 PVC o 3V

– rilascia 2 sostanze tossiche/chimiche che possono causare problemi ormonali nell’organismo.

PVC è una soffice e flessibile plastica usata per creare la plastica per coprire i cibi (pellicola trasparente) bottiglie d’olio per cucinare, anelli da dentizione, giocattoli per bambini e animali, blister e contenitori. EÈ comunemente usato per le guaine dei cavi da computer e per i tubi di plastica.

#4 LDPE

– questa plastica non può essere usata per la produzione di bottiglie, ma per sacchetti e borse di plastica, anche se non rilascia alcuna sostanza chimica nell’acqua.

LDPE è comunemente usata come pellicola per alimenti, dispensatori di salse, sacchetti usati per contenere il pane. I sacchetti di plastica usati dai negozi alimentari sono quasi tutti LDPE. Alcuni tipi di abbigliamento e forniture casalinghe utilizzano questo tipo di plastica.

#5 PP

– un’altra plastica bianca o semi trasparente usata come contenitore di sciroppi e coppette per lo yogurt.

Il Polypropylene è una plastica resistente e leggera ed è dotata di un’eccellente resistenza al calore. È utilizzata come barriera contro l’umidità, grasso e sostanze chimiche. Quanto apri la plastica che trovi all’interno delle scatole di cereali, quello è Polypropylene. Questo mantiene i tuoi cereali freschi e asciutti. PP è comunemente usato come usa e getta per pannolini, secchi, tappi di bottiglia, contenitori di margarina e yogurt, sacchetti di patatine, cannucce, corde e nastri adesivi.

#6 PS

– rilascia alcune sostanze cancerogene, comunemente usata per le cialde del caffe e involucri nei fast food.

Polystyrene è economica, leggera e di facile plasmabilità con una grandissima varietà di utilizzi. Viene utilizzata per contenitori usa e getta, contenitori di cibo, cartoni delle uova, posate da picnic, contenitori di patatine, noccioline. PS è molto utilizzato nelle costruzione di case come isolante.

#7 PC o plastica non codificata

– la piu pericolosa plastica per alimenti in circolazione che rilascia sostanze chimiche come BPA ed e’ spesso utilizzata per la produzione di bottiglie d’acqua per lo sport (borracce, fitness bottle, ecc) e contenitori di cibo.

Questa categoria è designata  come ogni forma di policarbonato (PC) e “altri” tipi di plastica. Quindi il riutilizzo e il riciclo di questo tipo di plastica non è standardizzato. La grande preoccupazione per questo tipo di plastica è la potenzialità di rilasciare sostanze chimiche nel cibo e acqua contenuti in contenitori di policarbonato creati utilizzando BPA (Bisphenol A). BPA è un estrogeno, conosciuto come distruttore endocrino.

Da oggi in poi controlla il fondo delle bottiglie 2 o 3 volte !!!
Quindi quali bottiglie è meglio utilizzare? Bella domanda, personalmente io preferisco VETRO o ACCIAIO INOSSIDABILE

ciao a tutti Francesco

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To access one of Google Maps’ best hidden features, you have to know the magic word. Well, it’s a phrase, really, and that phrase is: “OK Maps.” Enter this phrase into the Google Maps app and the portion of the map that’s currently visible on your screen will be saved directly to your device. Once saved, you can access that map even without a data connection.

It’s way better than just taking a screenshot, because your saved map lets you zoom in for greater detail. Also, it works on both iOS and Android devices.*

Here’s how to do it. Zoom in on a part of a map that you want to save for offline browsing. Then, tap the search bar and type “OK Maps” (minus the quotes) and hit the Search button. You can also speak this into the phone — just speak “O” and “K” with a slight pause between them, otherwise your phone may spell it as “Okay” and this trick won’t work.

If all goes well, you should see a prompt indicating that the map is downloading. It will take about 10 seconds, depending on the size of the map you’ve selected and the speed of your internet connection. Wait for the message that says “The on-screen map area has been cached,” and you’re good to go.

The next time you open Google Maps and there’s no signal available, you’ll be able to view and browse your saved map. It’s especially helpful on Wi-Fi-only iPads or Android tablets, and for when your device is in airplane mode. For example, you can virtually explore the area around your hotel while you’re flying to the city you’ll be visiting. And speaking of foreign travel, this is also very helpful for exploring cities where data roaming is excessively expensive and public Wi-Fi spots are rare.

You’ll still need some kind of data signal to get directions, and for real-time navigation. You will also need GPS access in order to pinpoint your exact location on your saved map. But your phone’s compass works all the time, so even if GPS isn’t available, you can still get your direction sorted.

When I first tried this, I got overexcited and tried to download the entire state of California, which resulted in a most un-Google-like grammatically confusing error message: “The on-screen map are too large, zoom in first.” Turns out, it will only cache street data up to about 10 miles away. Large enough for most cities, but not for a whole county. I was, however, able to save a large swath of San Francisco, as well as the entire South Bay region. Not too shabby.

google map googlemap offline

Googlemap offline

 

original article from: wierd

Ed eccomi qui, come tutti gli anni da 10 anni a questa parte, la notte prima di ripartire per l’Australia, la mia solita routine. Rimanere sveglio il piu possibile cosi da collassare di sonno in Aereo e farmi passare questa botta di ore di volo.

Bagagli fatti, 15kg nello zaino e 16nella sacca da snow… ma senza snowboard eheheh, anzi e’ praticamente vuota, ci sono solo un paio di scarponi con 2 bocce di grappa trentina che regalero ad amici, poi 2,5kg un pacco di Galatine che Silvia mi ha chiesto di portarle, unica confezione che sono riuscito a trovare cazzo hahahah 35euro di Galatine 🙂 . Poi Andrea mi ha chiesto i deodoranti stik della infasil, 7 di quelli sono anche dentro la sacca da snow. Poi c’e un extra…. 10kg di brochure e mappe delle Dolomiti di cui 6km della Dolomiti superskipass andati a prendere personalmente da Giulia in Val Gardena e 4kg di brochure della Val di Fassa che mi ha consegnato gentilmente Elena tra una chiacchiera e l’altra. Ecco questi ultimi 10km devo fare un po un barbatrucco quando li imbarco altrimenti mi tocca pagare 30 o 40 euro per extra Kg…..
Io ho a disposizione 30kg

Quiiiindi domani sveglia presto un giro in centro e poi si parte verso Venezia con tappa a Mira per pranzo di pesce mmmmmmmmm e poi in aeroporto verso le 7, il volo e alle 9 di sera circa.
Dovrei arrivare a Melbourne Martedi mattina e ci sara un cazzo di freddo hahahahahah. Beh io intando spero che domani piova o faccia freddo cosi saro gia vestito perfettamente per l’arrivo, altrimenti mi tocca “uscire” i pantaloni corti, infradito cazzz.

Ok dai ora spengo qui e mi guardo un film

Spesso mi viene chiesto che tipo di App uso sul mio telefono, quali sono le piu utili o comode durante i miei viaggi ecc. Creero dei post con una spiegazione e una riflessione personale per le app che piu utilizzo.

Allora beh iniziamo con la App che ho appena chiuso, si tratta di un navigatore-social ovvero un comodo navigatore GPS che mi guida a spasso per l’Italia o comunque in ogni zona dove sto usando una macchina e mi servono indicazioni e un social network. Lo uso principalmente per vedere le condizioni di traffico, i possibili autovelox o pattuglie sulla strada e o gli incidenti/cantieri stradali.

Questa app si chiama WAZE e la ritengo molto utile. E possibile scaricarla sul vostro Iphone qui: WAZE per IPHONE

weze

Descrizione

Waze è un’applicazione divertente, completamente fondata sulla propria comunità di 50 milioni di utenti che edita le mappe e segnala le condizioni del traffico durante la navigazione.
Unisci le tue forze a quelle degli altri automobilisti per evitare il traffico, risparmiare tempo e denaro e migliorare la guida di chi, come te, tutti i giorni si trova per strada.

Semplicemente guidando con Waze acceso, sarai in grado di generare informazioni sul traffico e sulle condizioni stradali in tempo reale, aiutando la comunità di automobilisti che guida intorno a te. Puoi segnalare incidenti, pericoli, posti di blocco e altri eventi che incontri per strada ma anche ricevere informazioni su cosa sta succedendo sul tuo itinerario. Hai la possibilità di trovare il distributore di benzina più economico lungo il tuo tragitto grazie alla funzione di aggiornamento dei prezzi di benzina.

È tutta una questione di “dare” e ” condividere” per ricevere e trarre un beneficio collettivo mentre si sta guidando per strada quindi salta a bordo e vieni a far parte della nostra comunità di automobilisti!

– Calcolo itinerari basato sulle informazioni relative al traffico e condizioni stradali, generate, in tempo reale, dalla comunità.
– Segnalazioni stradali inviate dalla comunità per avvertire su incidenti, pericoli, autovelox, strade chiuse e molto altro grazie.
– Navigazione con istruzioni vocali complete.
– Ricalcolo automatico dell’itinerario, a seconda di come variano le condizioni stradali.
– Memorizzazione dei tuoi itinerari più frequenti, orari di guida e percorsi preferiti.
– Trova i distributori di benzina più economici lungo il tuo itinerario.
– Con un semplice tocco nella lista di navigazione raggiungi gli eventi Facebook a cui hai deciso di partecipare.
– Visualizza i tuoi amici di Facebook mentre stanno guidando verso la tua stessa destinazione.
– Puoi avvisare gli altri che sei per strada, inviandogli il tuo ETA e un link attraverso il quale potranno visualizzarti, in tempo reale, mentre li stai raggiungendo.
– Guadagni punti e sali di livello nella tua comunità nella misura in cui contribuisci ad inviare informazioni sulle condizioni stradali.
– Mappe live, costantemente modificate e aggiornate dalla comunità di map editor di Waze.

Guida in tutta sicurezza!

Nota: l’uso prolungato del GPS in background può ridurre drammaticamente la tua batteria. Se lo stai usando in background, Waze si spegnerà automaticamente dopo qualche minuto.

 

 

Waze è un’applicazione gratuita di navigazione stradale per dispositivi mobile basata sul concetto di crowdsourcing sviluppata dalla start-up israeliana Waze Mobile. Acquistata da Google l’11 giugno 2013[, attualmente è disponibile per le piattaforme iOS,AndroidBlackBerry (beta) e Windows Phone 8 (beta). Le versioni per Symbian e Windows Mobile non sono più supportate.

A dicembre 2012 è risultata essere utilizzata da più di 34 milioni di utenti in tutto il mondo.

Waze si differenzia dai tradizionali programmi di navigazione GPS in quanto, grazie agli utilizzatori, è in grado di fornire aggiornamenti sul traffico o altri avvenimenti in tempo reale. Inoltre impara dai tempi di guida degli utenti. È scaricabile ed utilizzabile gratuitamente, perché raccoglie dati cartografici e le altre informazioni da parte degli utenti che utilizzano il servizio. Ciò permette alla comunità di Waze di segnalare errori di navigazione, mappatura e incidenti stradali semplicemente eseguendo l’applicazione durante la guida. Waze utilizza un sistema a punteggio e classifiche per far impegnare ulteriormente gli utenti, consentendo di guidare su delle icone, situate in alcune località, per guadagnare punti aggiuntivi. I mini-giochi favoriscono il coinvolgimento e la concorrenza, e ciò rende le informazioni stradali più aggiornate nelle zone in cui i dettagli sono comunque pochi o mancanti.

Le mappe proprietarie di Waze, per quanto riguarda l’infrastruttura stradale, non rispecchiano le modifiche effettuate dagli utenti in tempo reale. Le mappe in uso in un determinato periodo rappresentano uno screenshot del database in quel momento. Waze suddivideva le mappe del mondo in diversi server: North America (NA), International (INTL) e Israele. Ognuno ha un tempo di aggiornamento indipendente dagli altri. Da febbraio 2013 Israele è entrato a far parte del server internazionale ed il tempo di processo dell’aggiornamento delle mappe è stato ridotto ad un giorno su tutti e due i server.

Tutti gli altri eventi dinamici come ad esempio l’indicazione di pattuglie di polizia, degli incidenti, della chiusura delle strade ecc. (ad eccezione degli autovelox fissi) sono invece gestiti in maniera real-time. Una segnalazione effettuata su un client viene subito replicata su tutti gli altri. Per queste istanze Waze si basa su un sistema di feedback che consente di indicare agli altri utenti di passaggio se un’informazione è reale o fasulla.

 

Nel 2011, il software era in uso da 7 milioni di utenti. Waze è disponibile per il download e l’uso in qualsiasi parte del mondo, ma solo alcuni paesi hanno una mappa completa, mentre altri hanno ancora bisogno di essere completate da parte degli utenti. Attualmente Waze ha una mappa completa negli Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Olanda, Belgio, Israele, Ecuador(in parte), Argentina e Panamá, ma l’azienda ha in programma di renderlo disponibile in altri paesi in Europa e altrove. Oltre allanavigazione vocale turn-by-turn, traffico in tempo reale, e le altre specifiche della posizione avvisi, contemporaneamente Waze invia informazioni anonime, tra cui la velocità e la posizione, al suo database per migliorare il calcolo del tempo di arrivo e il servizio nel suo complesso. Nel 2011, Waze mobile ha aggiornato il software per visualizzare in tempo reale i punti di interesse, inclusi gli eventi locali come fiere di strada e proteste. A Luglio 2012, Waze ha annunciato di aver raggiunto i 20 milioni di utenti, metà dei quali si sono uniti soltanto durante i precedenti 6 mesi.

Il 14 ottobre 2012 è stata abilitata in Italia la funzione che permette di trovare il distributore di carburante più economico. I prezzi, i distributori e le tipologie di carburante, anche in questo caso, sono inseriti e gestiti dagli utenti.

Il 27 febbraio 2013 è stata rilasciata la versione 3.6 sia per Android che per iOS. Questa consente agli utenti di segnalare la chiusura delle strade direttamente dal client in modo che vengano escluse immediatamente dal routing. Non appena un Wazer transiterà di nuovo su una strada chiusa questa sarà riaperta.

Il 30 maggio 2013 è stata rilasciata la versione 3.7 che include l’integrazione con gli eventi facebook.

L’11 giugno 2013 è stata ufficializzata l’acquisizione dell’azienda israeliana da parte di Google.