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Queste foto le ho scattate in un mio viaggio alla scoperta della Sardegna, sono capitato in questo paese Orgosolo famoso per i murales dipinti sulle case e per il significato degli stessi murales

Orgosolo in provincia di Nuoro

 

 

 

Orgosolo

Orgosolo

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Orgosolo (Orgòsolo in sardo) è un comune italiano di 4.278 abitanti, che si trova a 620 metri sul livello del mare inprovincia di Nuoro, nella regione della Barbagia di Ollolai
Il territorio comunale è prevalentemente collinare e montuoso, e l’unica area pianeggiante è la vallata di “Locoe”, lungo il corso del fiume Cedrino. L’altitudine varia dai 350-400 m. di quest’ultima fino ai 1400 m. delle prime propaggini della catena del Gennargentu, Monte Novo San Giovanni e Monte Fumai (1316 m.), Punta Sa Pruna (1416 m.) e il Monte Armario (1433 m.), la cima più alta del comune. Il paese e i suoi dintorni sono caratterizzati da spettacolari paesaggi naturali, da tradizioni e costumi di gran fascino. Il territorio comunale è molto vasto e ha una estensione di 223.66 km², comprendente una piccola frazione, in località Galanoli, a sei km dal centro principale.

In epoca preistorica, soprattutto nel periodo Neolitico, è comprovata la presenza umana in varie zone dell’attuale territorio comunale. Esistono infatti numerose costruzioni quali Dolmen e Menhir, presenti nelle zone denominate “Gorthene”, “Locoe”, “Oleìli”, “Galanoli”, “Sa Lhopasa”. Ma anche nel periodo nuragico le tracce della presenza umana sono molteplici, come testimoniato dalla presenza di numerosi nuraghi (molto conosciuto e visitato è il nuraghe “Mereu”, nel cuore del Supramonte), Domus de janas, circoli megalitici ecc. Dell’epoca romana non sono visibili tracce rilevanti, in un territorio che fu sempre caratterizzato da azioni di guerriglia delle popolazioni locali contro le legioni.

Benché Orgosolo sia un paese abitato da epoche remote, il suo nome inizia ad essere citato solo verso la metà del Trecento. Il toponimo risulta attestato per la prima volta in forma scritta nel 1341, nelle forme arcaiche Orgusula eOrgosuli. In particolare il nome del villaggio appare elencato nelle Rationes decimarum, fra i centri che versavano le decime alla curia romana.[2] In un documento catalano del 1358 (repartimientos) viene riportato un elenco pisano anteriore (del 1320) che indicava le ville sarde direttamente controllate dal comune toscano. Il documento catalano fa l’inventario per conto del catalano Giovanni Carroz dei beni entrati in suo possesso: havia en la curatoria de Gerrey I castell appallat Castell Argullot lo qual se tenia es guordava per lo senyor Rey[3]. Pertanto si evince che Orgosolo apparteneva originariamente al Giudicato di Cagliari (ed alla Diocesi di Suelli), e che vi era il “castello di Argullot”. Tale castello venne distrutto da Mariano IV d’Arborea nella sua lotta contro i catalani.

Questa tesi appare però priva di conferme e di riscontri. Infatti, secondo altri studiosi, fra cui Francesco Cesare Casula, la presenza di un castello medievale nei pressi dell’abitato di Orgosolo è fortemente dubbia poiché non esistono atti che ne facciano menzione e soprattutto perché non risultano tracce di tale costruzione nel territorio orgolese. Probabilmente l’errata interpretazione è dovuta a una nota aggiuntiva in cui Pasquale Tola, nel suo Codex Diplomaticus Sardiniae, ricorda che dopo la pace di Sanluri del 1355 venne assegnata ai Carroz la curatorìa di Pauli-Gerrei e il castello “Orgoglioso” o di “Orgosolo”. Il Tola stesso afferma però che tale fortezza si trovava nella curatoria Pauli-Gerreiappartenente al Regno di Sardegna, mentre la curatorìa a cui apparteneva Orgosolo era quella arborense Dore-Orotelli. A questo punto risulta evidente, secondo Casula, “l’equivoco sul castello di Orgoglioso confuso con quello inesistente di Orgosolo”.[4]

Nel 1388, i rappresentanti di Orgosolo compaiono fra i firmatari dei trattati di pace fra Eleonora d’Arborea e il re Giovanni I di Aragona, in quanto appartenenti a una villa che come si è visto, era sotto il controllo del Giudicato di Arborea, in una giurisdizione ultra iudicatum. Nel periodo giudicale Orgosolo fece parte del Giudicato di Torres (o del Logudoro), nella cosiddetta Curatorìa Dore-Orotelli prima e in quella di Othan-Sarule poi. Successivamente il villaggio fece parte delRegno di Arborea.

Nel 1420 Orgosolo passò al Regno di Sardegna per essere ceduto di volta in volta alle varie famiglie nobiliari sarde come gli Alagon, i Cubello, i Carroz e i Silva. Nel1724 Orgosolo ottenne dal marchesato di Orani la cessione perpetua dei terreni appartenuti al villaggio disabitato di Locòe, a pochi km a nord del paese. Gli importanti avvenimenti che investirono la Sardegna fra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento, come i moti antifeudali e lo stesso “Editto delle Chiudende”, non ebbero particolare rilevanza nella società orgolese, che continuava a basarsi su un’economia prevalentemente di sussistenza, legata alla pastorizia transumante, che sfruttava da sempre le terre pubbliche comunitarie.

Una delle figure più rappresentative di Orgosolo è quella della giovane martire Antonia Mesina, proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987. Antonia nacque a Orgosolo il 21 giugno 1919 e fin da giovanissima entrò a far parte della Gioventù Femminile dell’Azione Cattolica. La giovane orgolese subì il martirio, lottando fino alla morte per opporsi a un tentativo di violenza sessuale da parte di un compaesano, e morì lapidata il 17 maggio 1935. In questa data viene celebrata la festività liturgica che prevede varie iniziative civili e religiose. Le spoglie della ragazza sono custodite in una cripta presso la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore a Orgosolo, sito che è visitato da numerosi pellegrini.

l 27 maggio del 1969 sui muri del paese viene affisso dalle autorità un avviso in cui si invitano i pastori che operano nella zona di Pratobello di trasferire il bestiame altrove perché, per due mesi, quell’area sarà adibita a poligono di tiro e di addestramento dell’Esercito Italiano. Il 19 giugno 3.500 cittadini di Orgosolo iniziano l’occupazione dei campi nella località di Pratobello[6]. Dopo alcuni giorni di occupazione, nei quali non si verificò alcun episodio di violenza, l’esercito si ritirò.

Il suo nome potrebbe derivare, secondo gli studiosi, dal toponimo protosardo orgosa che significa “territorio umido, ricco d’acqua”.

Orgosolo conta un gran numero di chiese, sia all’interno del centro abitato che nelle sue immediate vicinanze. La maggior parte degli edifici sono stati realizzati a cavallo dei secoli XIV-XVI. In ambito urbano sono presenti otto chiese, quasi tutte aperte al culto:

  • Sant’Antoni ‘e Su Ohu (Sant’Antonio Abate), la più antica, risalente al XIV secolo circa [8]
  • Sant’Antoni ‘e Padu (Sant’Antonio da Padova)
  • Santa Gruhe (Santa Croce)
  • Santu Perdu (San Pietro), dedicata al patrono e già chiesa parrocchiale
  • Santu Nihola (San Nicola di Mira), del secolo XV
  • Nostra Sennora (L’Assunta), (sec. XV)
  • Sa Lhesia Nova (SS. Salvatore), realizzata nel sec. XX, chiesa parrocchiale dal 1971
  • Chiesa dello Spirito Santo, presso la frazione di Galanoli (sec. XX)

Nel nucleo urbano o nei suoi pressi risultavano presenti altre chiese ormai scomparse, dedicate a S. Elia, San Sebastiano, Sant’Elena e San Giovanni Battista

Le chiese campestri sono attualmente tre:

  • Santu Micheli (San Michele Arcangelo), sul monte Lisorgoni, che domina l’abitato (XV sec.)
  • Santu Nanìu (SS. Anania ed Egidio)
  • Santu Malhu (San Marco), a poca distanza dall’abitato, sulla periferia sud

Siti e località di interesse archeologico

Domus de janas

  • Domus de janas di Tettene
  • Domus de janas di Istovuzzi
  • Domus de janas di Pandelai

Nuraghe

  • Nuraghe Bidunì
  • Nuraghe Burdu
  • Nuraghe Carchinarzu
  • Nuraghe Chirisunie
  • Nuraghe de Lacana
  • Nuraghe Donori
  • Nuraghe Duvilinò
  • Nuraghe Filigai
  • Nuraghe Funtana Bona
  • Nuraghe Funtana Fritta
  • Nuraghe Ghirghinnari
  • Nuraghe Giuanne Puddu
  • Nuraghe Gorroppu
  • Nuraghe Ilole
  • Nuraghe Lartiò
  • Nuraghe Lollovè
  • Nuraghe Luilìe
  • Nuraghe Maninturtiò
  • Nuraghe Manurrìe
  • Nuraghe Mereu
  • Nuraghe Olai
  • Nuraghe Orde
  • Nuraghe Oroldi
  • Nuraghe Ortotidda
  • Nuraghe Orulu
  • Nuraghe Ospo
  • Nuraghe Pighisone
  • Nuraghe Ruju
  • Nuraghe Sa Senepida
  • Nuraghe Sirilò
  • Nuraghe Talasuniai

L’area orgolese del Supramonte ha una estensione di quasi 3500 ettari. Si tratta di un altopiano montuoso, profondamente interessato da fenomeni carsici che vedono la presenza di numerose grotte, doline (imponente è quella di “Su Suercone” o “Sielhone” in orgolese, con un diametro di circa 500 metri) e gole, fra le quali la spettacolare gola di Gorropu, una profonda depressione creata dal Rio Flumineddu con pareti verticali di 400 metri. A causa della mancanza di sorgenti o di portata rilevante, la presenza di acqua in questo territorio è assai scarsa, mentre le precipitazioni tendono a raccogliersi in piccole pozze rocciose naturali chiamate “Presethos”. Il paesaggio del Supramonte è caratterizzato dal colore bianco delle rocce calcaree che contraddistingue ampie distese pietrose che si alterna al verde del sottobosco e delle foreste di lecci. Si ritiene che nella zona denominata “Sas Baddes” sia ancora presente uno degli ultimi tratti di foresta primaria presenti inEuropa. Oltre al leccio alcune fra le specie arboree tipiche del Supramonte sono il ginepro (Juniperus) e il tasso (Taxus baccata). Molto ricca anche la flora erbacea con rare specie spontanee alcune delle quali possono essere considerate endemiche. La fauna è molto varia ed è composta principalmente da cinghiali, volpi e mufloni, anche se non mancano specie meno comuni come martore, ghiri e gatti selvatici. Nel Supramonte trovano inoltre l’habitat numerose specie di volatili, principalmente rapaci come l’aquila reale, l’aquila del Bonelli, la poiana, il falco pellegrino, il gheppio e l’astore. In passato le pareti rocciose della zona vedevano la nidificazione del grifone (Gyps fulvus) e del gipeto (Gypaetus barbatus), detto anche “avvoltoio degli agnelli”. Da un punto di vista archeologico sono presenti rilevanti tracce umane risalenti al periodo nuragico e pre-nuragico, in particolare nei complessi nuragici del citato nuraghe “Mereu” e del nuraghe “Presethu Torthu”, caratterizzati dal colore bianco della pietra calcarea con cui sono stati realizzati. Pur essendo un territorio da sempre scarsamente popolato alcune zone del Supramonte orgolese sono state, storicamente, adibite all’allevamento dei suini e al pascolo degli ovini e dei caprini. A causa delle distanze e della mancanza di strade vere e proprie i pastori erano costretti a lunghe permanenze fuori del paese, servendosi unicamente dei tipici ovili in pietra e legno (“Huviles”), alcuni dei quali ancora presenti. Attualmente le attività legate alla pastorizia si sono notevolmente ridotte sul territorio, che per contro risulta molto frequentato da escursionisti, appassionati di trekking, di archeologia e speleologia.

Ad Orgosolo si possono ammirare i tipici murales, i dipinti murari che abbelliscono e arricchiscono i muri delle case, illustrando sia le problematiche legate alla popolazione locale, sia i principali avvenimenti storici e sociali, italiani e internazionali.

Il primo murale a Orgosolo fu realizzato nel 1969 da un gruppo di anarchici milanesi, che si firmarono “Dioniso”. Nel 1975, in occasione del trentennale della Resistenza e della Liberazione l’insegnante toscano Francesco Del Casino ed i suoi alunni della scuola media di Orgosolo realizzarono altri murales, ed in seguito si aggiunse il contributo di altri artisti fra i quali il pittore orgolese Pasquale Buesca e il gruppo culturale locale “Le Api”. I murales in genere affrontano principalmente tematiche sociali, storiche e politiche. Al momento si contano più di 200 murales che ormai fanno parte integrante dell’immagine del paese, attirando migliaia di turisti italiani ed esteri.

Nonostante il patrono sia San Pietro, la festa più sentita in paese è “Nostra Sennora de Mesaustu”, la Madonna dell’Assunta, che si svolge a metà agosto. In tale occasione sfila una bellissima e solenne processione, con cavalli e costumi tradizionali per portare nelle vie del paese la statua della Madonna dormiente, molto pesante e per questo sorretta da 4 uomini a spalla. La festa continua poi con “Sa Vardia”, corsa equestre con i cavalli che vengono lanciati a coppie o a gruppi di tre e su cui i cavalieri si esibiscono in acrobazie spesso rischiose, soprattutto perché la corsa si svolge sull’asfalto cittadino. La festa religiosa prevede due distinte novene nella chiesa dell’Assunta, mentre i festeggiamenti civili si sviluppano nell’arco di circa dieci giorni, dal 13 al 23 agosto. Il 23, giorno di “S’ottada”, il paese partecipa nuovamente alla processione, stavolta notturna, in cui comunque non mancano i cavalli e i colori dei costumi. Altre ricorrenze religiose molto importanti per la comunità sono la festa diS. Antonio Abate (“Sant’Antoni ‘e su ohu”), il 17 gennaio, con l’accensione dei tradizionali fuochi in onore del santo, la festa di S. Marco (“Santu Malhu”) il 25 aprile, con l’antica l’offerta a tutti i fedeli del pane e della carne (“Sa Ita”), la festa di Sant’Isidoro (“Santu Sidore”), protettore dei contadini, tradizione recentemente ripresa dopo anni di oblio, con la suggestiva processione dei carri a buoi e la festività religiosa e civile dedicata ai SS. Anania ed Egidio (“Santu Nanìu”), la prima domenica di giugno.

Dal 2006 si svolge a Orgosolo il “Festival della Scienza”[12], che si propone di utilizzare la cultura popolare come chiave verso il sapere scientifico. Orgosolo partecipa inoltre al circuito delle sagre autunnali denominato “Autunno in Barbagia”, curato dall’A.S.P.E.N. (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese).[13] La tappa orgolese è chiamata “Gustos e Nushos” (aromi e sapori) e si tiene solitamente nel mese di ottobre.

Il costume tradizionale (“Su hustumene”) è custodito gelosamente da quasi tutte le famiglie orgolesi e viene indossato in occasione di alcune cerimonie e festività. Fino agli inizi del secolo XX ha rappresentato l’unico abito usato da tutta la popolazione. Si tratta di un costume piuttosto austero, soprattutto quello femminile, anche se ricchissimo dal punto di vista dei ricami e dei colori. Il costume maschile comprende “Sa Berritta”, il copricapo, “Su Zippone” (la giacca), “Sa Hamisa” (camicia), “Sa Vraha” (una specie di gonnellino in orbace) “Sos Carzones” (pantaloni in tela) e “Sas Harthas” (una sorta di soprascarpe). I principali elementi del costume da donna sono “Su Lionzu”, un fazzoletto o benda in seta gialla che funge da copricapo, il giubbetto (“Su Zippone”), una camicia bianca ricamata, “Su Sahittu” e “Sa Veste”, una serie di tre gonne (non sempre indossate assieme), e “S’Antalena”, uno splendido grembiule adornato di broccati e ricami di tipo floreale. Questi abiti vengono cuciti ancora oggi da ricamatrici locali e hanno un elevato costo di realizzazione.

A Orgosolo si tramanda da tempo immemore una tradizione antichissima, la bachicoltura, un’attività scomparsa quasi ovunque ma che nel paese barbaricino ancora resiste e si tramanda. Già nel 1837, Vittorio Angius descriveva questa attività, affermando che “È ignoto quando questa specie fu introdotta, e le donne orgolesi abbiano imparato a far quanto fanno per ridurre i bozzoli in fazzoletti e in veli o bende, come esse dicono.[14] Il baco da seta, chiamato in dialetto orgolese “Su Ermeddu”, viene allevato al fine di ricavare la seta usata per la realizzazione del citato copricapo femminile del costume (“Su Lionzu”). Da alcuni anni, nel corso della rassegna “Autunno in Barbagia” è aperto un laboratorio in cui vengono illustrate ai visitatori le varie fasi dell’allevamento dei bachi e le operazioni di tessitura e colorazione della seta.

[fonte wikipedia]

 

Quando compri una bottiglia d’acqua d’ora in poi ti consigliamo di fare attenzione per evitare di avvelenarti. È molto semplice. Quello che devi fare è controllare il fondo della bottiglia di plastica e assicurarti di non acquistare un contenitore (la bottiglia in plastica) di scarsa qualità cancerogeno per la tua salute.

Picture - Rick Wilson   Dept. News   2-3-04 Bottled water survey

Questo è quello che devi sapere dei piu comuni simboli usati per indicare i tipi di plastica:

#1 PET o PETE
– significa: bottiglia ad uso singolo
Queste bottiglie possono rilasciare metalli pesanti e sostanze chimiche che possono attaccare il bilanciamento ormonale

PET è una delle plastiche piú usate per prodotti commerciali e si può trovare in parecchie bottiglie d’acqua e alcuni prodotti confezionati. È intesa per singoli utilizzi; riutilizzi aumenta il rischio di proliferazione batterica.
La plastica PET è difficile da decontaminare e una buona pulizia richiede sostanze chimiche cancerogene. Polyethylene Terephthalates potrebbe rilasciare sostanze cancerogene.

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#2 HDP o HDPE

– Plastica che praticamente non rilascia sostanze chimiche. Gli esperti consigliano di scegliere queste bottiglie quando acquistate dell’acqua, perché con molta probabilità  è l’acqua piu sana che potete trovare sul mercato.

La plastica HDPE è una plastica dura usata per le bottiglie di latte, detergenti, e oli; giocattoli e alcuni sacchetti di plastica. La HDPE è la plastica piu riciclata ed è considerata una delle piu sicure forme di plastica. È relativamente semplice ed economico il processo per riciclare la HDPE per il riutilizzo.

#3 PVC o 3V

– rilascia 2 sostanze tossiche/chimiche che possono causare problemi ormonali nell’organismo.

PVC è una soffice e flessibile plastica usata per creare la plastica per coprire i cibi (pellicola trasparente) bottiglie d’olio per cucinare, anelli da dentizione, giocattoli per bambini e animali, blister e contenitori. EÈ comunemente usato per le guaine dei cavi da computer e per i tubi di plastica.

#4 LDPE

– questa plastica non può essere usata per la produzione di bottiglie, ma per sacchetti e borse di plastica, anche se non rilascia alcuna sostanza chimica nell’acqua.

LDPE è comunemente usata come pellicola per alimenti, dispensatori di salse, sacchetti usati per contenere il pane. I sacchetti di plastica usati dai negozi alimentari sono quasi tutti LDPE. Alcuni tipi di abbigliamento e forniture casalinghe utilizzano questo tipo di plastica.

#5 PP

– un’altra plastica bianca o semi trasparente usata come contenitore di sciroppi e coppette per lo yogurt.

Il Polypropylene è una plastica resistente e leggera ed è dotata di un’eccellente resistenza al calore. È utilizzata come barriera contro l’umidità, grasso e sostanze chimiche. Quanto apri la plastica che trovi all’interno delle scatole di cereali, quello è Polypropylene. Questo mantiene i tuoi cereali freschi e asciutti. PP è comunemente usato come usa e getta per pannolini, secchi, tappi di bottiglia, contenitori di margarina e yogurt, sacchetti di patatine, cannucce, corde e nastri adesivi.

#6 PS

– rilascia alcune sostanze cancerogene, comunemente usata per le cialde del caffe e involucri nei fast food.

Polystyrene è economica, leggera e di facile plasmabilità con una grandissima varietà di utilizzi. Viene utilizzata per contenitori usa e getta, contenitori di cibo, cartoni delle uova, posate da picnic, contenitori di patatine, noccioline. PS è molto utilizzato nelle costruzione di case come isolante.

#7 PC o plastica non codificata

– la piu pericolosa plastica per alimenti in circolazione che rilascia sostanze chimiche come BPA ed e’ spesso utilizzata per la produzione di bottiglie d’acqua per lo sport (borracce, fitness bottle, ecc) e contenitori di cibo.

Questa categoria è designata  come ogni forma di policarbonato (PC) e “altri” tipi di plastica. Quindi il riutilizzo e il riciclo di questo tipo di plastica non è standardizzato. La grande preoccupazione per questo tipo di plastica è la potenzialità di rilasciare sostanze chimiche nel cibo e acqua contenuti in contenitori di policarbonato creati utilizzando BPA (Bisphenol A). BPA è un estrogeno, conosciuto come distruttore endocrino.

Da oggi in poi controlla il fondo delle bottiglie 2 o 3 volte !!!
Quindi quali bottiglie è meglio utilizzare? Bella domanda, personalmente io preferisco VETRO o ACCIAIO INOSSIDABILE

ciao a tutti Francesco

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To access one of Google Maps’ best hidden features, you have to know the magic word. Well, it’s a phrase, really, and that phrase is: “OK Maps.” Enter this phrase into the Google Maps app and the portion of the map that’s currently visible on your screen will be saved directly to your device. Once saved, you can access that map even without a data connection.

It’s way better than just taking a screenshot, because your saved map lets you zoom in for greater detail. Also, it works on both iOS and Android devices.*

Here’s how to do it. Zoom in on a part of a map that you want to save for offline browsing. Then, tap the search bar and type “OK Maps” (minus the quotes) and hit the Search button. You can also speak this into the phone — just speak “O” and “K” with a slight pause between them, otherwise your phone may spell it as “Okay” and this trick won’t work.

If all goes well, you should see a prompt indicating that the map is downloading. It will take about 10 seconds, depending on the size of the map you’ve selected and the speed of your internet connection. Wait for the message that says “The on-screen map area has been cached,” and you’re good to go.

The next time you open Google Maps and there’s no signal available, you’ll be able to view and browse your saved map. It’s especially helpful on Wi-Fi-only iPads or Android tablets, and for when your device is in airplane mode. For example, you can virtually explore the area around your hotel while you’re flying to the city you’ll be visiting. And speaking of foreign travel, this is also very helpful for exploring cities where data roaming is excessively expensive and public Wi-Fi spots are rare.

You’ll still need some kind of data signal to get directions, and for real-time navigation. You will also need GPS access in order to pinpoint your exact location on your saved map. But your phone’s compass works all the time, so even if GPS isn’t available, you can still get your direction sorted.

When I first tried this, I got overexcited and tried to download the entire state of California, which resulted in a most un-Google-like grammatically confusing error message: “The on-screen map are too large, zoom in first.” Turns out, it will only cache street data up to about 10 miles away. Large enough for most cities, but not for a whole county. I was, however, able to save a large swath of San Francisco, as well as the entire South Bay region. Not too shabby.

google map googlemap offline

Googlemap offline

 

original article from: wierd

Ed eccomi qui, come tutti gli anni da 10 anni a questa parte, la notte prima di ripartire per l’Australia, la mia solita routine. Rimanere sveglio il piu possibile cosi da collassare di sonno in Aereo e farmi passare questa botta di ore di volo.

Bagagli fatti, 15kg nello zaino e 16nella sacca da snow… ma senza snowboard eheheh, anzi e’ praticamente vuota, ci sono solo un paio di scarponi con 2 bocce di grappa trentina che regalero ad amici, poi 2,5kg un pacco di Galatine che Silvia mi ha chiesto di portarle, unica confezione che sono riuscito a trovare cazzo hahahah 35euro di Galatine 🙂 . Poi Andrea mi ha chiesto i deodoranti stik della infasil, 7 di quelli sono anche dentro la sacca da snow. Poi c’e un extra…. 10kg di brochure e mappe delle Dolomiti di cui 6km della Dolomiti superskipass andati a prendere personalmente da Giulia in Val Gardena e 4kg di brochure della Val di Fassa che mi ha consegnato gentilmente Elena tra una chiacchiera e l’altra. Ecco questi ultimi 10km devo fare un po un barbatrucco quando li imbarco altrimenti mi tocca pagare 30 o 40 euro per extra Kg…..
Io ho a disposizione 30kg

Quiiiindi domani sveglia presto un giro in centro e poi si parte verso Venezia con tappa a Mira per pranzo di pesce mmmmmmmmm e poi in aeroporto verso le 7, il volo e alle 9 di sera circa.
Dovrei arrivare a Melbourne Martedi mattina e ci sara un cazzo di freddo hahahahahah. Beh io intando spero che domani piova o faccia freddo cosi saro gia vestito perfettamente per l’arrivo, altrimenti mi tocca “uscire” i pantaloni corti, infradito cazzz.

Ok dai ora spengo qui e mi guardo un film

Spesso mi viene chiesto che tipo di App uso sul mio telefono, quali sono le piu utili o comode durante i miei viaggi ecc. Creero dei post con una spiegazione e una riflessione personale per le app che piu utilizzo.

Allora beh iniziamo con la App che ho appena chiuso, si tratta di un navigatore-social ovvero un comodo navigatore GPS che mi guida a spasso per l’Italia o comunque in ogni zona dove sto usando una macchina e mi servono indicazioni e un social network. Lo uso principalmente per vedere le condizioni di traffico, i possibili autovelox o pattuglie sulla strada e o gli incidenti/cantieri stradali.

Questa app si chiama WAZE e la ritengo molto utile. E possibile scaricarla sul vostro Iphone qui: WAZE per IPHONE

weze

Descrizione

Waze è un’applicazione divertente, completamente fondata sulla propria comunità di 50 milioni di utenti che edita le mappe e segnala le condizioni del traffico durante la navigazione.
Unisci le tue forze a quelle degli altri automobilisti per evitare il traffico, risparmiare tempo e denaro e migliorare la guida di chi, come te, tutti i giorni si trova per strada.

Semplicemente guidando con Waze acceso, sarai in grado di generare informazioni sul traffico e sulle condizioni stradali in tempo reale, aiutando la comunità di automobilisti che guida intorno a te. Puoi segnalare incidenti, pericoli, posti di blocco e altri eventi che incontri per strada ma anche ricevere informazioni su cosa sta succedendo sul tuo itinerario. Hai la possibilità di trovare il distributore di benzina più economico lungo il tuo tragitto grazie alla funzione di aggiornamento dei prezzi di benzina.

È tutta una questione di “dare” e ” condividere” per ricevere e trarre un beneficio collettivo mentre si sta guidando per strada quindi salta a bordo e vieni a far parte della nostra comunità di automobilisti!

– Calcolo itinerari basato sulle informazioni relative al traffico e condizioni stradali, generate, in tempo reale, dalla comunità.
– Segnalazioni stradali inviate dalla comunità per avvertire su incidenti, pericoli, autovelox, strade chiuse e molto altro grazie.
– Navigazione con istruzioni vocali complete.
– Ricalcolo automatico dell’itinerario, a seconda di come variano le condizioni stradali.
– Memorizzazione dei tuoi itinerari più frequenti, orari di guida e percorsi preferiti.
– Trova i distributori di benzina più economici lungo il tuo itinerario.
– Con un semplice tocco nella lista di navigazione raggiungi gli eventi Facebook a cui hai deciso di partecipare.
– Visualizza i tuoi amici di Facebook mentre stanno guidando verso la tua stessa destinazione.
– Puoi avvisare gli altri che sei per strada, inviandogli il tuo ETA e un link attraverso il quale potranno visualizzarti, in tempo reale, mentre li stai raggiungendo.
– Guadagni punti e sali di livello nella tua comunità nella misura in cui contribuisci ad inviare informazioni sulle condizioni stradali.
– Mappe live, costantemente modificate e aggiornate dalla comunità di map editor di Waze.

Guida in tutta sicurezza!

Nota: l’uso prolungato del GPS in background può ridurre drammaticamente la tua batteria. Se lo stai usando in background, Waze si spegnerà automaticamente dopo qualche minuto.

 

 

Waze è un’applicazione gratuita di navigazione stradale per dispositivi mobile basata sul concetto di crowdsourcing sviluppata dalla start-up israeliana Waze Mobile. Acquistata da Google l’11 giugno 2013[, attualmente è disponibile per le piattaforme iOS,AndroidBlackBerry (beta) e Windows Phone 8 (beta). Le versioni per Symbian e Windows Mobile non sono più supportate.

A dicembre 2012 è risultata essere utilizzata da più di 34 milioni di utenti in tutto il mondo.

Waze si differenzia dai tradizionali programmi di navigazione GPS in quanto, grazie agli utilizzatori, è in grado di fornire aggiornamenti sul traffico o altri avvenimenti in tempo reale. Inoltre impara dai tempi di guida degli utenti. È scaricabile ed utilizzabile gratuitamente, perché raccoglie dati cartografici e le altre informazioni da parte degli utenti che utilizzano il servizio. Ciò permette alla comunità di Waze di segnalare errori di navigazione, mappatura e incidenti stradali semplicemente eseguendo l’applicazione durante la guida. Waze utilizza un sistema a punteggio e classifiche per far impegnare ulteriormente gli utenti, consentendo di guidare su delle icone, situate in alcune località, per guadagnare punti aggiuntivi. I mini-giochi favoriscono il coinvolgimento e la concorrenza, e ciò rende le informazioni stradali più aggiornate nelle zone in cui i dettagli sono comunque pochi o mancanti.

Le mappe proprietarie di Waze, per quanto riguarda l’infrastruttura stradale, non rispecchiano le modifiche effettuate dagli utenti in tempo reale. Le mappe in uso in un determinato periodo rappresentano uno screenshot del database in quel momento. Waze suddivideva le mappe del mondo in diversi server: North America (NA), International (INTL) e Israele. Ognuno ha un tempo di aggiornamento indipendente dagli altri. Da febbraio 2013 Israele è entrato a far parte del server internazionale ed il tempo di processo dell’aggiornamento delle mappe è stato ridotto ad un giorno su tutti e due i server.

Tutti gli altri eventi dinamici come ad esempio l’indicazione di pattuglie di polizia, degli incidenti, della chiusura delle strade ecc. (ad eccezione degli autovelox fissi) sono invece gestiti in maniera real-time. Una segnalazione effettuata su un client viene subito replicata su tutti gli altri. Per queste istanze Waze si basa su un sistema di feedback che consente di indicare agli altri utenti di passaggio se un’informazione è reale o fasulla.

 

Nel 2011, il software era in uso da 7 milioni di utenti. Waze è disponibile per il download e l’uso in qualsiasi parte del mondo, ma solo alcuni paesi hanno una mappa completa, mentre altri hanno ancora bisogno di essere completate da parte degli utenti. Attualmente Waze ha una mappa completa negli Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Olanda, Belgio, Israele, Ecuador(in parte), Argentina e Panamá, ma l’azienda ha in programma di renderlo disponibile in altri paesi in Europa e altrove. Oltre allanavigazione vocale turn-by-turn, traffico in tempo reale, e le altre specifiche della posizione avvisi, contemporaneamente Waze invia informazioni anonime, tra cui la velocità e la posizione, al suo database per migliorare il calcolo del tempo di arrivo e il servizio nel suo complesso. Nel 2011, Waze mobile ha aggiornato il software per visualizzare in tempo reale i punti di interesse, inclusi gli eventi locali come fiere di strada e proteste. A Luglio 2012, Waze ha annunciato di aver raggiunto i 20 milioni di utenti, metà dei quali si sono uniti soltanto durante i precedenti 6 mesi.

Il 14 ottobre 2012 è stata abilitata in Italia la funzione che permette di trovare il distributore di carburante più economico. I prezzi, i distributori e le tipologie di carburante, anche in questo caso, sono inseriti e gestiti dagli utenti.

Il 27 febbraio 2013 è stata rilasciata la versione 3.6 sia per Android che per iOS. Questa consente agli utenti di segnalare la chiusura delle strade direttamente dal client in modo che vengano escluse immediatamente dal routing. Non appena un Wazer transiterà di nuovo su una strada chiusa questa sarà riaperta.

Il 30 maggio 2013 è stata rilasciata la versione 3.7 che include l’integrazione con gli eventi facebook.

L’11 giugno 2013 è stata ufficializzata l’acquisizione dell’azienda israeliana da parte di Google.

Ebbene si e’ successo pure a me, l’incubo di ogni viaggiatore, vedersi sparire un proprio bene, che sia una borsa, il portafogli, il telefonino, i documenti, o come e’ successo a me la macchina fotografica.

Il mio terzo giorno a Barcellona dopo aver fatto foto a Park Guell e alla Sagrada Familia, vado al Mc Donald per prendere una cosa da bere e scaricare le foto su internet, tolgo la macchina dalla spalla la appoggio sulla poltrona attaccata al mio culo, nessuno di fianco anche perche la poltrona finisce sul muro, dopo un po mi alzo per prendere dei fazzolettini faccio 3 metri, una strana sensazione mi pervade…. ebbene si, la mia amata Canon reflex digitala si e’ volatilizzata. Mi sono fatto fregare la macchina come un pirla proprio…  mi sono fatto dare i contatti della caserma della polizia piu vicino dalla cameriera, corro a fare denuncia ma l’ufficiale di polizia estremamente gentile mi ha ahime confermato che in quella zona ci sono minimo 50 denunce di furto al giorno. CHE DIRE heheheh viva Barcellona 😉

Comunque girando un po in rete (la speranza di trovarla ovviamente e’ rarissima ma tentar non nuoce) ci sono vari siti che grazie al numero di seri che la macchina fotografica “stampa digitalemente” su ogni fotografia fatta, prendendo le informazioni di questi dati EXIF ce una sorta di software che controlla le foto pubblicate sui social network e se trova il numero di serie corrispondente a quello denunciato da te ti manda un avviso. Qui di seguito vi lascio una lista:

Stolencamerafinder

CameraTrace

Registro Antifurto

Canon Club Italia

Camerafound

 

 

ottima idea trovata in un sito: Finding a lost camera. You can help a lost digital camera find its way home. With the first frame on your memory card, snap a photo of a piece of paper, on which you’ve written your name, phone number, and e-mail address. If someone finds your camera, chances are they’ll look through the photos stored on the memory card, giving you the opportunity to use a photo to “send” them a message on how to contact you and return the camera.

Fare le strade deserte di Milano una Domenica mattina ha il suo fascino, percorrere Corso BuenosAires senza incontrare macchine fa un certo effetto. Arrivo a Orio al Serio mezzora prima del volo, chek-in e eccomi in aereo, scelgo il mio solito posto in fondo all’aereo e via. Atterro a Barcellona con la pioggia alle 10.30 di mattina, come da indicazione dei miei amici contattati anni fa via Couchsurfing che finalmente incontro, prendo il bus che mi porta vicino a casa loro dove sarebbero poi venuti a prendermi, tutto supereasy, arrivato a casa poso la mia roba e via a scoprire Barcellona. Giornata un po di cacca piove e fa freddino ma il giretto sulla Rambla, Barceloneta, Barri Gotic e zone limitrofe mi e’ piaciuto come primo assaggio di Barcellona. Mi hanno consigliato piu volte di stare attento alla mia roba nelle tasche eccetera perche Barcellona e’ famosa per la microcriminalita, io abituato a girare il mondo in lungo e largo faccio segno che ho tutto sotto controllo non ce problema. Tantissima gente in gira nonostante il tempo a causa del ponte del primo maggio che viene festeggiato anche qui, una fiumana di persone che vanno su e giu per la Rambla e i ristorantini pieni di turisti. Al solito faccio un sacco di foto e mangiamo un sacco di tapas di ogni tipo, la stanchezza inizia a farsi sentire e la giornata giunge al termine, alle 11 di sera torniamo a casa e svengo nel letto dal sonno. Tip: A BCN e’ DIFFICILISSIMO trovare WI-FI gratuito, sono diventato scemo per trovarlo. Mc Donald e’ una garanzia, sempre aperto e con buona velocita. Starbucks, Burgerking, e le varie catene hanno la pasword e la trovi solo sullo scontrino dopo avere pagato il prodotto. FNAC anche ha la rete aperta e gratuita. Tip: Se sapete di fare piu giorni a BCN fate il bigletto della metropolitana con 10 passaggi, molto piu conveniente che pagare ogni volta Tip: la Vodafone ha un servizio che attivi quando sei all’estero si chiama Vodafone Passport Mobile Internet che in Europa con 3euro al giorno ti da 50 minuti, (25 chiamate, 25 ricevute) 50 SMS e 50 MB. Info e attivazioni 42070 . Alla mezzanotte il servizio si disabilita e alle 00.01 si riabilita e ripaghi 3 euro per il giorno. Tip: prendete l’autobus dall’aeroporto al centro, i taxi costano mediamente dai 20 ai 30 euro a tratta. Nei due giorni successivi a Barcellona ho potuto girare parecchio per la citta e le varie zone cittadine. Ho fatto un sacco di foto a luoghi situazioni e personaggi particolari. La mia visita alla citta di Barcellona come “fotoreporter” finisce proprio dopo la mia visita alla magnifica chiesa della Sagrada Familia. Vado al Mc Donald proprio fuori dalla Chiesa, dovevo andare in bagno mi stavo praticamente pisciando addosso 😉 , esco dal bagno e mi siedo per bere una cosa, appoggio la macchina un’attimo sul tavolo anche perche una reflex e’ abbastanza pesante. Non faccio in tempo a cercare una cosa nella tasca della giacca che alzo gli occhi e la macchina era sparita… nel giro di mezzo secondo volatilizzata… Beh incredibile. Vado di corsa alla polizia per denunciare il fatto e l’ufficiale mi dice che e’ una cosa normalissima in quella zona, ricevono minimo 50 denuncie al giorno solo dalla zona Sagrada Familia. A bhe ottimo allora servira a molto questa denuncia dico fra me e me. Vabbeh compilo il rapporto e me ne torno a spasso per la citta, con le balle girate si per la macchina ma anche per le foto che avevo fatto fino ad allora porcazzatroja. Il resto della citta me la sono fotografata con il cellulare, non male la qualita tuttosommato. Il giorno seguente sveglia alle 4 di mattina per prendere il taxi che in 30minuti mi portera in Aeroporto per poi volare a Bilbao

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